“O Caput Elleboro Dignum”: il mistero della mappa del giullare

La sinistra e misteriosa “mappa del mondo nel cappello del giullare”, com’è comunemente nota, è una delle più enigmatiche di tutti i tempi, lasciando ancora oggi storici e cartografi all’oscuro di una sua certa chiave di lettura.

Ciò che sappiamo è che fu pubblicata tra il 1580 e il 1590, e che rappresenta una mappa del mondo circondata dal classico cappello a doppia punta a campana di un giullare medievale che regge il suo bastone, parodia dello scettro reale. La faccia del giullare, sostituita dalla mappa del mondo, da all’immagine un carattere al tempo stesso minaccioso e anacronisticamente moderno. Gli studiosi si dividono per il tipo di proiezione usata per rappresentare il mondo; per alcuni è quella Tolemaica, per altri invece sfrutta le tecniche di rappresentazione di Mercatore ed Ortelio.

Non si ha nemmeno la certezza dell’autore ne dell’intento dell’opera. Tuttavia, una analisi approfondita della mappa stessa e delle sue citazioni può fornire alcuni importanti indizi.

The Fool’s cap map of the world

Nell’Europa del XVI secolo, quando i re si avviavano verso la monarchia assoluta, il giullare di corte godeva di una posizione unica. Lui solo, per mezzo della commedia e della presa in giro, poteva contraddire il re, mettere in ridicolo le sue politiche e criticarne apertamente le decisioni.

Tutto ciò era naturale e attuale per le persone del XVI secolo che videro questa mappa, la quale raccontava loro una scomoda verità: il mondo è un luogo oscuro, irrazionale e pericoloso, e la vita su di esso è difficile e breve.

Qui il messaggio del giullare è chiaro: “ Re e uomini fanno progetti dei quali Dio ride”. Il mondo è letteralmente un posto Folle.

Ciò è evidenziato con maggior forza da citazioni di origine biblica e classica, disseminate lungo la mappa. Il cartiglio di sinistra recita: “Democrito di Abdera rise al mondo, Eraclito di Efeso pianse su di esso, Epictonio Cosmopolita lo raffigurò”. Sul fronte della carta leggiamo invece la versione latina del motto Nosce te ipsum, “conosci te stesso”, mentre incisa sul cappuccio troviamo la frase “ o capo, degno di una dose di elleboro”, pianta nota ed utilizzata sin dall’antichità come allucinogeno.

Le azioni dei regnanti venivano così ridimensionate dal giullare e dall’imprevedibilità del mondo stesso. La citazione latina che sormonta la mappa, attribuita a Plinio il Vecchio, riassume il concetto: “ […] poiché nell’universo intero la Terra non è altro; questa è la sostanza della nostra gloria, questa è la sua dimora, è qui che occupiamo posizioni di potere e aneliamo alla ricchezza, gettando l’umanità nella confusione e scatenando persino guerre civili”.

La ragione di questo gran numero di disordini e conflitti sulla terra è spiegato da altre citazioni nella parte in basso della carta. L’autore cita prima per due volte il testo biblico dell’Ecclesiaste: sul mento del giullare troviamo la scritta “il numero di matti è infinito”, mentre sul suo bastone troviamo la citazione “vanità delle vanità, tutto è vanità”.

Troviamo poi sui distintivi che adornano la tracolla alcuni detti in linea con questo allegro messaggio: “Oh, le preoccupazioni del mondo. Oh, quanta trivialità c’è nel mondo”, “Ognuno è senza senso”, ed infine “tutte le cose sono vane”.

6a00d83542d51e69e201b8d1abab38970c
La precedente mappa del giullare di Jean de Gourmont

Questa mappa non è unica, ma è in realtà una versione più grande e raffinata di una mappa del 1570 del cartografo e illustratore Jean de Gourmont, che potrebbe avergli fatto da ispirazione; resta il fatto che l’attribuzione di questa versione resta materia di mistero e dibattito. Nell’angolo superiore sinistro compare il nome di Orontius Fineus, versione latina di Oronce Finé, noto cartografo del XVI secolo, che tuttavia morì nel 1555, circa 30 anni prima della pubblicazione di questa mappa.

Alcuni hanno ipotizzato che Finé sia in realtà il bersaglio della presa in giro per la sua pratica dell’Astrologia Giudiziaria, tecnica di previsione del futuro basata sullo studio della posizione dei corpi celesti rispetto alla terra.

800px-Abraham_Ortelius_by_Peter_Paul_Rubens
Abramo Ortelio 1528-1598

Altri attribuiscono la mappa ad una setta cristiana chiamata Familia Caritatis, gruppo che deve aver quindi adottato questa visione piuttosto dura e pessimistica del mondo e del ruolo che gli uomini ricoprono su di esso, e della quale si suppone fosse membro il cartografo fiammingo Abramo Ortelio, la cui tecnica ricorda quella della mappa incisa sulla carta.

Ma forse è la mappa stessa che con una nota, nel cartiglio a sinistra, ci rivela la propria paternità, attribuendola ad a ad un certo Epicthonius Cosmopolites, un’espressione latina traducibile con “ogni uomo”.

14339300867_b4fde9545b_z
L’artista Georgiano Otar Bezhanov si è ispirato alla storia della mappa per trasformarla in una curiosa struttura per misurare il tempo
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...